Elettrostimolatori estetici: le intensità ammesse per l'estetista e il confine con la fisioterapia
La scheda tecnica del DM 206/2015 fissa i parametri dell'elettrostimolatore ad uso estetico e le condizioni in cui il trattamento va sospeso.

- Il DM 15 ottobre 2015 n. 206, in vigore dal 12 gennaio 2016, elenca gli apparecchi elettromeccanici ammessi in cabina con una scheda tecnico-informativa per ciascuno
- La scheda dell'elettrostimolatore ad impulsi fissa un valore di picco massimo di 200 microampere e una frequenza tipica di 100 Hz
- Il trattamento va sospeso o valutato con il medico in presenza di pacemaker, neurostimolatori, defibrillatori impiantati o dubbi su condizioni patologiche e gravidanza
- L'elettrostimolazione a fini riabilitativi, con parametri diversi, resta prestazione sanitaria riservata a fisioterapisti e medici
Chi lavora in cabina con un elettrostimolatore sa che la macchina promette tonificazione e drenaggio, ma la domanda che arriva prima o poi è sempre la stessa: fin dove può spingersi un'estetista prima di sconfinare in un territorio che appartiene a fisioterapisti e medici? La risposta non è un'opinione, è scritta in una scheda tecnica precisa.
Il riferimento è il DM 206/2015
Il riferimento normativo è il Decreto interministeriale 15 ottobre 2015, n. 206, che modifica il DM 12 maggio 2011, n. 110 relativo agli apparecchi elettromeccanici per l'attività di estetista. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.300 del 28 dicembre 2015 ed entra in vigore il 12 gennaio 2016. Non è un testo generico: negli allegati sono riportate l'elenco degli apparecchi elettromagnetici per uso estetico e le schede tecnico-informative recanti le caratteristiche tecnico-dinamiche, i meccanismi di regolazione, le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele da rispettare per ciascun apparecchio.
Il decreto arriva dopo un contenzioso: il Consiglio di Stato, sezione sesta, con la sentenza n. 1417/2014, accogliendo l'appello relativamente ai profili afferenti al difetto di istruttoria e motivazione dell'impugnato decreto del Ministro dello sviluppo economico n. 110 del 2011, ha annullato le disposizioni regolamentari che escludevano o limitavano ingiustificatamente alcune apparecchiature. Il DM 206/2015 ha quindi riscritto le schede, elettrostimolatore compreso.
I parametri della scheda tecnica
La scheda dedicata all'elettrostimolatore ad impulsi, pubblicata in allegato al decreto, fissa limiti precisi di sicurezza. Il testo ufficiale indica che il valore di picco massimo consentito per la corrente è di 200 micro-Ampere, con frequenza tipica di 100 Hz, derivante da 50 Hz di rete duplicata dal raddrizzamento a doppia semionda. La scheda richiede inoltre che la corrente che passa dall'elettrodo al corpo del soggetto trattato non abbia frequenze e/o intensità tali da produrre effetti nocivi per la salute.
Per avere un termine di paragone con un'altra apparecchiatura a corrente della stessa famiglia normativa: la scheda della ionoforesi estetica, nello stesso allegato, fissa un'intensità di corrente che deve essere non superiore a quella appena percettibile, con limite massimo sulla placca di 1 mA ogni 10 centimetri quadrati. Sono numeri di riferimento diversi perché le due apparecchiature lavorano su principi fisici distinti, ma il criterio di fondo è lo stesso: intensità basse, sotto soglia di dolore, mai assimilabili ai parametri usati in ambito riabilitativo.
Dove finisce l'estetica e inizia la riabilitazione
La scheda del decreto definisce con chiarezza anche il meccanismo d'azione ammesso in cabina: il principio fisico dell'elettrostimolazione ad impulsi è basato sulle correnti eccitomotorie di bassa o media frequenza applicate agli elettrodi, i quali stimolano la contrazione e decontrazione del muscolo interessato. È un effetto di tonificazione superficiale, non un trattamento terapeutico. L'elettrostimolazione a scopo riabilitativo o antalgico, con parametri di intensità e durata degli impulsi calibrati su un quadro clinico, resta una prestazione sanitaria che richiede la prescrizione e la supervisione di un fisioterapista o di un medico: non è l'apparecchio in sé a fare la differenza, ma l'intensità applicata, la finalità dichiarata e chi la applica.
Quando sospendere il trattamento
L'apparecchio stesso porta nel manuale un'indicazione netta: non utilizzare su soggetti con impiantati stimolatore cardiaco o neurostimolatori o elettrodi o defibrillatore. Il decreto, più in generale, chiede che l'uso avvenga su clienti informate e consenzienti e che in presenza di dubbi su condizioni patologiche si coinvolga il medico di fiducia della persona trattata. Nella pratica di cabina questo significa fermarsi a valutare in presenza di gravidanza, di pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati, o di qualunque condizione dichiarata che non rientri nelle normali controindicazioni di routine: la scheda dell'apparecchio e il manuale del costruttore restano il riferimento ultimo prima di ogni seduta.
In pratica
Prima di usare un elettrostimolatore in cabina conviene tenere a portata di mano la scheda tecnica del proprio apparecchio, confrontarla con i parametri sopra richiamati e verificare che la dichiarazione di conformità del costruttore qualifichi l'apparecchio come dispositivo per uso estetico e non come dispositivo medico: sono due categorie regolamentate da norme diverse, e la differenza si vede proprio nei valori di intensità e frequenza dichiarati nel manuale.




