Prodotti cosmetici per la ripigmentazione post-estate: cosa mettere nel listino autunnale
Sieri schiarenti, antiossidanti e doposole riparatori per ottobre: come leggere l'INCI, verificare il Reg. CE 1223/2009 e impostare il pricing in cabina.

- Tre categorie da inserire in listino: schiarenti, antiossidanti, riparatori post-sole
- L'etichetta deve riportare persona responsabile, lotto, durata minima e lista ingredienti (art. 19 Reg. 1223/2009)
- 26 allergeni vanno dichiarati sopra soglie di concentrazione precise
- Il margine va calcolato su prodotto e trattamento abbinato, non solo sul listino fornitore
Con l'arrivo di ottobre molti centri estetici rivedono il listino per rispondere a una domanda ricorrente di questo periodo: le discromie lasciate dall'esposizione solare estiva. Scegliere le referenze giuste e verificarne la conformità normativa prima di proporle alle clienti è un passaggio che riguarda sia l'efficacia del trattamento sia la responsabilità professionale di chi lo applica in cabina.
Le tre categorie da inserire in listino
Per la stagione autunnale la gamma di prodotti più richiesta ruota attorno a tre funzioni complementari. I sieri ad azione schiarente sono quelli con la maggiore richiesta: gli attivi più diffusi in questa categoria sono vitamina C e niacinamide, così come acido cogico e acido tranexamico, che agiscono entrambi inibendo la formazione di melanina, contribuendo dunque a uniformare l'incarnato. Accanto ai sieri schiarenti trovano spazio i prodotti antiossidanti, pensati per contrastare i danni ambientali accumulati nei mesi estivi: formulazioni a base di vitamina C pura vengono proposte come supporto per contrastare i danni dei radicali liberi e stimolare la produzione di collagene, migliorando la luminosità della pelle e uniformando l'incarnato. Completano il listino i doposole riparatori, destinati a chi presenta ancora pelle disidratata o sensibilizzata: prodotti pensati per completare la routine offrendo comfort, idratazione e supporto alla barriera cutanea quando la pelle presenta discromie più evidenti o colorito irregolare.
Come leggere l'INCI e verificare la conformità al Reg. CE 1223/2009
Prima di inserire un nuovo prodotto in listino va controllata l'etichetta. Il Regolamento (CE) 1223/2009, all'articolo 19, stabilisce che il recipiente e l'imballaggio devono riportare il nome o la regione sociale e l'indirizzo della persona responsabile, il contenuto nominale al momento della confezione e la data fino alla quale il prodotto continua a svolgere la sua funzione iniziale. Se la durata di conservazione supera i trenta mesi questa indicazione non è obbligatoria, ma va riportato il PAO, cioè il periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, è sicuro e può essere utilizzato senza effetti nocivi per l'utilizzatore finale. In etichetta devono comparire anche il numero di lotto, la funzione del prodotto e l'elenco degli ingredienti, preceduto dal termine "ingredienti", secondo la denominazione comune contenuta nel glossario INCI.
Un controllo specifico riguarda gli allergeni: il regolamento richiede l'etichettatura di tutte le sostanze allergeniche presenti in concentrazioni superiori allo 0,001% nei prodotti da lasciare in posa e allo 0,01% nei prodotti da risciacquare, tra le 26 sostanze che devono essere dichiarate quando superano le soglie specificate. È utile anche verificare chi sia la persona responsabile indicata in etichetta: è lei a dover garantire che il prodotto sia sicuro per la salute umana, monitorare il rispetto delle normative in materia di etichettatura e pubblicità, conservare il dossier informativo del prodotto (PIF) e garantirne la tracciabilità. In caso di dubbi sulla sostanza o sulla sua nomenclatura, il riferimento resta il glossario INCI compilato dalla Commissione europea, consultabile tramite la banca dati CosIng.
Come impostare il pricing in cabina
Una volta selezionati i prodotti conformi, il listino autunnale va costruito tenendo separati due margini: quello sul prodotto venduto per l'home care e quello sul trattamento in cabina che lo utilizza. Il prezzo del trattamento deve coprire non solo il costo del prodotto professionale consumato in seduta, ma anche il tempo operatore, l'ammortamento di eventuali macchinari di supporto e la formazione specifica sul protocollo. Proporre il prodotto da banco a fine seduta, con un prezzo coerente rispetto al trattamento appena eseguito, permette di recuperare marginalità senza alterare il posizionamento del servizio in cabina.
Informazioni pratiche
La conformità dei prodotti al Regolamento (CE) 1223/2009 va verificata direttamente sull'etichetta e, in caso di dubbio sugli ingredienti, tramite la banca dati pubblica CosIng della Commissione europea. Il fornitore è tenuto a indicare in etichetta il nome della persona responsabile, a cui rivolgersi per richiedere il dossier informativo del prodotto (PIF) prima di inserirlo in listino.



