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Resto al Sud 2026: si può ancora usare per aprire un centro estetico nel Mezzogiorno?

La misura è attiva nella versione 2.0: niente più prestito a tasso zero, solo contributo a fondo perduto per under 35 nelle otto regioni del Mezzogiorno.

Resto al Sud 2026: si può ancora usare per aprire un centro estetico nel Mezzogiorno?
Immagine generata con IA
In breve
  • Resto al Sud 2.0 è attivo, gestito da Invitalia, dotazione 356,4 milioni di euro
  • Requisiti: 18-35 anni non compiuti, disoccupati/inoccupati/inattivi/GOL/working poor, attività avviata nel mese precedente la domanda
  • Niente più prestito bancario: solo voucher o contributo a fondo perduto (75% o 70% a seconda dell'investimento)
  • Domanda solo online con SPID/CIE/CNS, firma digitale e PEC; tutoraggio obbligatorio post-concessione

Sì, ma non più nella forma che molte estetiste ricordano. Resto al Sud 2.0 risulta attivo secondo la pagina ufficiale di Invitalia, ente gestore della misura. Lo "Stato incentivo o strumento" risulta "Attivo", ma la struttura del finanziamento è cambiata rispetto alla versione originaria, che Invitalia segnala invece come "Chiuso": chi cercava il vecchio schema 50% fondo perduto più 50% prestito a tasso zero non lo trova più.

Chi può fare domanda

L'incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 anni già compiuti e i 35 anni non ancora compiuti in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti: sono in condizione di inoccupazione, disoccupazione, inattività, oppure iscritti al programma GOL o rientrano nella categoria dei working poor. L'iniziativa deve riguardare una delle otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Attenzione ai tempi: sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative economiche avviate nel mese precedente la data di presentazione della domanda e che sono inattive alla medesima data, cioè senza fatture emesse o ricevute. Chi ha già un'attività avviata da più tempo resta fuori.

Il centro estetico rientra tra le attività finanziabili?

Sul fronte dei settori, la pagina ufficiale "Cosa si può fare" elenca tra le attività ammissibili attività connesse alla fornitura di servizi a persone e a imprese, oltre a turismo, commercio e attività libero-professionali. Restano escluse solo le attività di produzione primaria in agricoltura, pesca e acquacoltura. Un centro estetico rientra nella categoria dei servizi alla persona, lo stesso perimetro in cui operatori del settore inseriscono tradizionalmente saloni ed istituti di bellezza.

Come è cambiato il finanziamento

La differenza più rilevante rispetto al passato riguarda la composizione dell'aiuto: non c'è più il prestito bancario da restituire. Dalla pagina ufficiale "Agevolazioni":

Strumento Importo
Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro
Voucher con maggiorazione (su richiesta, a certe condizioni) fino a 50.000 euro (+10.000)
Contributo a fondo perduto, investimenti fino a 120.000 euro 75% della spesa
Contributo a fondo perduto, investimenti tra 120.000 e 200.000 euro 70% della spesa

Sono previste le seguenti agevolazioni: voucher a fondo perduto fino a un importo di 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro in caso di maggiorazione), contributo del 75% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro; per la fascia superiore, fino a 200.000 euro di investimento, il contributo scende al 70%. La quota non coperta dal fondo perduto, in questa versione della misura, non è più sostituita da un prestito a tasso zero: va trovata con mezzi propri.

Spese che si possono coprire (e quelle escluse)

Per un centro estetico interessano in particolare macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica, oltre a programmi informatici e, limitatamente al contributo per programmi di investimento, opere edili di ristrutturazione nel limite del 50% delle spese ammesse. Restano fuori spese ricorrenti come affitto del locale, utenze, personale e materie prime: la misura finanzia l'avvio, non la gestione corrente.

Come si presenta la domanda

Le domande possono essere inviate solo online, attraverso l'area personale di Invitalia, alla quale si accede mediante l'identità digitale (SPID, CNS, CIE). È inoltre richiesto il possesso di firma digitale e di posta elettronica certificata (PEC). Dopo l'invio, chi ottiene l'ammissione è seguito da un tutoraggio: un tutoring di supporto tecnico messo a disposizione da Invitalia, obbligatorio e articolato in quattro incontri, che per i progetti voucher serve anche ad approfondire il piano d'impresa.

Informazioni pratiche

  • Dotazione finanziaria: 356,4 milioni di euro, erogati a sportello fino a esaurimento fondi.
  • Dove candidarsi: area personale sul sito Invitalia (SPID/CIE/CNS), con firma digitale e PEC attivi prima di iniziare la procedura.
  • Fonte ufficiale e aggiornamenti: pagina Resto al Sud 2.0 sul sito invitalia.it.

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