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Pressoterapia: come funziona, quanto costa una seduta e quando non si può fare

Gambali, pressioni e tempi della seduta, prezzi verificati in quattro listini di centri estetici italiani e i casi in cui il trattamento è sconsigliato.

: Consiglio comunale
In breve
  • Una seduta singola costa da 20 a 55 euro circa, in base a durata, zona trattata e trattamenti abbinati; i pacchetti abbassano il costo unitario fino a 15 euro
  • La pressoterapia agisce sul ritorno venoso e linfatico, non è un trattamento dimagrante
  • Controindicazioni assolute: trombosi venosa profonda, flebiti, scompenso cardiaco, infezioni in corso, neoplasie
  • In gravidanza e nei casi patologici serve il parere del medico; la legge 1/1990 esclude dall'attività estetica le finalità terapeutiche

Come funziona una seduta di pressoterapia

La cliente indossa dei gambali pneumatici (a volte estesi a bacino o braccia) collegati a un compressore che gonfia in sequenza le camere d'aria interne, dalla parte distale verso quella prossimale del corpo. La pressione sale e scende a cicli, simulando l'azione di spremitura che normalmente compie la muscolatura durante il movimento. Una seduta dura in genere 20-45 minuti: durante il trattamento si avverte una sensazione di compressione ritmica, mai dolorosa, e al termine spesso una percezione di leggerezza alle gambe.

Il meccanismo d'azione riguarda il sistema venoso e linfatico superficiale: la pressione meccanica favorisce il ritorno dei liquidi interstiziali verso la circolazione centrale, contribuendo a ridurre temporaneamente la sensazione di gonfiore e pesantezza. Non è un trattamento dimagrante e non scioglie il grasso localizzato: nei percorsi del settore viene spesso abbinata a massaggi, bendaggi o altre tecnologie proprio perché da sola agisce sui liquidi, non sul tessuto adiposo.

Quanto costa una seduta

Non esiste un listino nazionale: i prezzi variano da centro a centro in base a città, durata e trattamenti abbinati. Dall'apertura diretta di quattro listini pubblicati online da centri estetici in città diverse emerge questa fotografia:

Centro e città Seduta singola Pacchetto/abbinamento
Ginnasia, Bientina (PI) 35 € (40 min) con bendaggi caldi/freddi 45 min: 55 €; con bendaggi e massaggio drenante 30 min: 90 €
Estetica Guidonia, Guidonia (RM) 40 € con infrarossi: 50 €
CC Estetica, Grosseto 40 € (con infrarossi) bendaggio + pressoterapia: 45 €
Estetica Fusano, Bari 20 € 10 sedute: 150 € (15 € a seduta)

La forbice di mercato per una seduta singola va quindi da circa 20 a 55 euro, con punte più alte quando la pressoterapia è abbinata a bendaggi caldi/freddi e massaggio drenante nella stessa seduta. A far salire il prezzo sono soprattutto la durata (una seduta di 45-50 minuti costa più di una da 20-30), l'abbinamento con altre tecniche (infrarossi, bendaggi, massaggio manuale) e la città. I pacchetti da 10 sedute, pratica comune nel settore, riducono il costo unitario: nei listini verificati si scende fino a 15 euro a seduta.

Quante sedute servono

Nei percorsi proposti dai centri estetici consultati, la pressoterapia viene inserita in cicli di 5-12 sedute, spesso con cadenza di una o due volte alla settimana, abbinata ad altri trattamenti corpo. La frequenza va sempre concordata con l'estetista in base alla situazione della cliente: più sedute ravvicinate aumentano la spesa complessiva senza che questo equivalga a un risultato garantito, trattandosi di un effetto che tende a essere transitorio.

Quando non farla

Il paragrafo più cercato riguarda le controindicazioni, perché la pressoterapia agisce mobilizzando una quantità significativa di liquidi e aumentando temporaneamente il ritorno venoso: in presenza di alcune condizioni questo meccanismo può essere pericoloso. Le fonti di settore concordano su un elenco di controindicazioni assolute:

  • trombosi venosa profonda, flebiti e tromboflebiti: la compressione può mobilizzare un coagulo, con rischio di complicanze gravi;
  • scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca: il trattamento aumenta il carico di liquidi che il cuore deve gestire;
  • infezioni cutanee, dermatiti acute o ferite aperte nella zona da trattare;
  • neoplasie in atto o in trattamento oncologico;
  • insufficienza renale o epatica, per il sovraccarico di lavoro che il drenaggio dei liquidi comporta.

Sulla gravidanza le fonti non sono unanimi: diversi riferimenti di settore la considerano sconsigliata, soprattutto nel primo trimestre, e indicano il linfodrenaggio manuale come alternativa; altri la ritengono praticabile dal secondo trimestre solo con parere favorevole del ginecologo. In ogni caso, il trattamento in gravidanza richiede sempre il via libera del medico.

Il confine con la medicina estetica

La legge 4 gennaio 1990, n. 1, che disciplina l'attività di estetista, stabilisce che l'attività comprende i trattamenti sulla superficie del corpo con finalità di mantenimento e miglioramento dell'aspetto estetico, ed esclude espressamente le prestazioni dirette in modo specifico ed esclusivo a finalità di carattere terapeutico. In pratica, l'estetista può proporre la pressoterapia per gambe gonfie o pesanti in persone sane, ma situazioni patologiche come un linfedema diagnosticato o un recupero post-chirurgico rientrano nell'ambito sanitario e vanno gestite da un professionista sanitario (fisioterapista o medico), previa valutazione clinica. In caso di dubbio su una condizione di salute pregressa, prima di qualsiasi trattamento estetico va sempre sentito il medico curante.

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