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Corso HACCP per estetiste: quando è davvero obbligatorio e cosa serve invece

Il corso HACCP non serve per l'attività estetica in sé, ma solo se nel centro si somministrano cibi o bevande. Altrimenti vale l'autocontrollo della Legge 1/1990.

Corso HACCP per estetiste: quando è davvero obbligatorio e cosa serve invece
Immagine generata con IA
In breve
  • Autocontrollo e HACCP non sono sinonimi: il primo è un obbligo generale
  • il secondo lo strumento tecnico per attuarlo

Chi gestisce un centro estetico non è tenuto per legge a seguire un corso HACCP solo perché esegue trattamenti sulla pelle delle clienti. L'obbligo scatta in un caso preciso: quando nel centro si somministrano alimenti o bevande, anche solo un caffè, una tisana o un distributore automatico ad uso della clientela. In quel momento l'attività diventa, per quella parte di servizio, un operatore del settore alimentare (OSA) e rientra negli obblighi previsti dal Regolamento CE 852/2004.

Quando serve davvero l'HACCP

Come emerge da diverse guide di settore, l'HACCP in senso stretto è per la filiera alimentare e non si applica al centro estetico. Il discorso cambia se il centro affianca ai trattamenti un servizio di somministrazione: secondo chi si occupa di consulenza normativa per bar e locali, il Regolamento CE 852/2004 si applica a tutti gli operatori del settore alimentare, inclusi bar, caffetterie, pasticcerie e tabacchi con somministrazione, e ogni attività che produce, trasforma, prepara o somministra alimenti — anche solo un cappuccino con un cornetto — deve disporre di un piano di autocontrollo igienico-sanitario e garantire che il personale sia formato adeguatamente secondo la normativa della Regione in cui opera. Chi in un centro estetico serve bevande o snack ai clienti si trova quindi, per quella specifica attività, nella stessa posizione di un piccolo bar.

La differenza con l'autocontrollo igienico della Legge 1/1990

Per l'attività estetica propriamente detta - trattamenti, sterilizzazione strumenti, igiene della cabina - il riferimento non è l'HACCP ma la Legge 1/1990, che regola i requisiti igienico-sanitari del centro estetico e la qualifica del personale, insieme ai regolamenti regionali che declinano le specifiche tecniche a livello locale. È un errore diffuso confondere i due sistemi: come chiariscono diverse fonti tecniche, autocontrollo e sistema HACCP non sono termini sinonimi, perché il concetto di autocontrollo ha una valenza più ampia che discende dalla responsabilizzazione dell'operatore in materia di igiene e corrisponde all'obbligo di tenuta sotto controllo delle proprie produzioni, mentre l'HACCP è un sistema che consente di applicare l'autocontrollo in maniera razionale e organizzata.

Durata del corso e validità dell'attestato

Per chi ha effettivamente bisogno dell'attestato HACCP (perché somministra alimenti o bevande), le fonti di settore indicano che il Corso Haccp deve essere periodicamente rinnovato, generalmente ogni 3 anni. Durata delle ore, contenuti e periodicità dell'aggiornamento, tuttavia, sono stabiliti a livello regionale e variano da territorio a territorio.

Informazioni pratiche

Prima di iscriversi a un corso, verificare presso il SUAP del proprio Comune o l'ASL/ATS territoriale competente se l'attività prevede somministrazione di alimenti o bevande e quale normativa regionale si applica. Per i soli trattamenti estetici, il riferimento resta la Legge 1/1990 e il regolamento regionale/comunale sui requisiti igienico-sanitari del centro, non l'attestato HACCP.

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